Come sostenere le famiglie? Accogli un bambino diversamente abile nei fine settimana.
E' promosso dalla cooperativa sociale “Diapason” di Milano in collaborazione con l’associazione “L’abilità”
Il progetto ’’Week-end care’’ è promosso dalla cooperativa sociale “Diapason” di Milano in collaborazione con l’associazione “L’abilità”, e finanziata con il Fondo nazionale per l'infanzia e adolescenza (legge 285/97).
Lo scopo dell'iniziativa è creare una rete sociale di solidarietà tra le famiglie di Milano, per rompere la solitudine dei genitori dei bambini con disabilità. Il progetto si rivolge a famiglie con bambini da zero a dieci anni affetti da patologie medio-gravi. Alle famiglie accoglienti, single o coppie anche con altri bambini, è richiesta una continuità di almeno un anno, con una disponibilità di almeno 24 giorni l'anno per accogliere il bambino. La suddivisione delle giornate potrà variare secondo l'effettivo bisogno e le esigenze delle rispettive famiglie: un weekend al mese, due sabati, un pomeriggio o sera la settimana.
"Week end care è partito ad aprile 2007 e a settembre un primo gruppo di 15 famiglie ha iniziato ad ospitare i bambini -spiega Carlo Riva, coordinatore del progetto-. Con la fine di febbraio vorremmo iniziare con la formazione di un nuovo gruppo, che consiste in tre incontri in cui si affrontano i temi della disabilità dei bambini, della relazione tra le famiglie, del gioco (la principale attività che i bambini svolgono presso le famiglie ospitanti, ndr), dei concetti legati alla comunicazione e al come star bene con loro in questo tempo libero -prosegue Riva, che aggiunge-. I soggetti ospitanti non devono avere requisiti particolari, anzi: se sono famiglie che non conoscono il mondo della disabilità, tanto meglio. Al termine della formazione, l'équipe degli esperti fa una supervisione al domicilio degli ospitanti, dopodiché ha inizio una serie di incontri conoscitivi con i genitori dei bambini.
"L'avvicinamento viene fatto per gradi e secondo progetti individuali: le famiglie si conoscono nel corso di incontri in uno spazio neutro in una delle nostre due sedi e non a casa delle rispettive famiglie -spiega Riva-. La permanenza viene decisa caso per caso: ci sono altre 2-3 volte in cui le famiglie si conoscono e stanno insieme, poi si tenta un allontanamento dalla famiglia d'origine e s'inizia a passare nella casa ospite prima una mezza giornata, poi la giornata intera e infine tutto il weekend, da sabato mattina a domenica sera. La famiglia ospitante va a prendere il bimbo, poi lo riporta a casa". Durante tutta la permanenza, la famiglia d'origine può recuperare forze ed energie, senza pensare ad altro: "Noi operatori siamo reperibili giorno e notte: se le famiglie ospitanti hanno bisogno di qualcosa si rivolgono a noi -spiega Riva, che aggiunge-: le spese per il mantenimento del bambino nel fine settimana sono a carico della famiglia ospitante: noi interveniamo soltanto per risolvere problemi tecnici, per esempio se manca un seggiolone. Inoltre i bambini distinguono molto bene il fatto di allontanarsi da casa per andare a scuola o in una struttura per la terapia rispetto all'andare in un'altra casa dove ci sono altri bambini o adulti single che li fanno giocare, quindi non viene sconvolta la quotidianità famigliare degli accoglienti, in cui il bambino si inserisce bene dal punto di vista affettivo ma soprattutto mentale".
Week end care, cofinanziato dal Comune di Milano fino a giugno 2009, è un progetto per ora unico in Italia: "Ce n'è uno simile a Glasgow, in Scozia, e tra qualche mese vorremmo verificare i dati della nostra esperienza con loro", dice Carlo Riva, che per assicurare un futuro all'iniziativa spera in nuovi bandi o convenzioni, ma soprattutto nella rete di solidarietà che si sta cercando di creare tra le famiglie.
Chi volesse saperne di più può contattare:Laura Belloni 3404530739 o Carlo Riva 3487410402 oppure mandare una mail: wecare@coopdiapason.it
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